La necropoli di Tarquinia

La città di Tarquinia faceva parte della dodecapoli etrusca e aveva sviluppato un’influenza talmente grande che gli ultimi tre mitici re di Roma sono considerati originari di questo centro.

Il rapporto con Roma però mutò nel corso dei secoli e Tarquina cadde sotto il dominio romano a seguito della sconfitta nella battaglia di Sentino (295 a.C.), patita dalla coalizione di Etruschi, Galli, Umbri e Sanniti.

Del periodo etrusco e romano restano testimonianze incredibilmente importanti. Per quanto riguarda la città è stato individuato il percorso della cinta muraria che racchiudeva molte strutture e soprattutto l’Ara della Regina, un tempio del IV-III a.C. a cella unica con colonnato, di cui restano visibili diversi resti in tufo.

Le Necropoli

Sicuramente più spettacolare e di rilevante interesse archeologico sono le necropoli e, in particolare, quella di Monterozzi. Qui sono presenti numerose tombe a tumulo con cella scavata e dipinte. La necropoli fu in uso a partire dal VII secolo a.C. e conserva oltre duecento tombe dipinte che costituiscono, di fatto, la più grande documentazione dell’arte pittorica etrusca.

Nelle tombe dipinte si trovano rappresentati soggetti diversi, dal tema magico fino ad animali e musici. Le più note sono probabilmente i sepolcri degli “Auguri”, della “caccia e della pesca”, dei “Leopardi”, del “guerriero” e dei “giocolieri”. Per ragioni di conservazione può capitare che alcune tombe siano visitabili solo in alcuni periodi.

Alcuni affreschi delle tombe di Monterozzi sono visibili presso il Museo Nazionale Etrusco di Tarquinia dove sono stati traslati per favorirne la conservazione. L’eccezionalità dei ritrovamenti ha permesso l’inserimento congiunto nell’elenco dei siti “Patrimonio dell’Umanità UNESCO” delle necropoli di Tarquinia e Cerveteri.

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