Museo della Ricerca Archeologica di Vulci

Canino, nel cuore della Maremma laziale, è immerso nel paesaggio incontaminato della Tuscia viterbese. È un borgo affascinante dove il tempo sembra essersi fermato. Camminare tra le sue stradine antiche significa respirare il profumo della storia, lasciarsi avvolgere da un’atmosfera suggestiva e percepire il battito dell’antica civiltà etrusca, che qui ha lasciato tracce indelebili

Il MuRAV: Museo della ricerca archeologica di Vulci

Il MURAV – Museo della Ricerca Archeologica di Vulci è uno scrigno prezioso che custodisce questo passato lontano. Ospitato nell’ex Convento di San Francesco (XIV-XV secolo), nel centro storico del borgo, è molto più di un semplice museo: è un ponte tra passato e presente, un’esperienza autentica da vivere.

L’esposizione è dedicata interamente alla valorizzazione delle scoperte archeologiche legate all’antica città di Vulci, una delle più potenti metropoli dell’Etruria, e offre una panoramica avvincente sulla civiltà etrusca e su quella romana. Si varca l’ingresso del museo per apprezzare i tori della Tomba dei Tarnas – o “dei Tori” appunto, ma anche la ricostruzione virtuale a grandezza naturale della Tomba François, celebre tomba etrusca rinvenuta nel 1857 nella necropoli di Ponte Rotto. Ritrovata dall’archeologo François, rappresenta l’unico esempio di tomba affrescata dell’area vulcente. Gli affreschi furono poi rimossi dalla famiglia Torlonia che fu proprietaria dei terreni.

Dalla stessa necropoli, brillano anche i ritrovamenti della suggestiva Tomba del Delfino. E ancora, è di grandissimo valore la riproduzione del vaso di Exekias in cui sono raffigurati Achille e Aiace che giocano ai dadi. Exekias era un artista greco, attivo atenese, pittore e inventore di forme. Oggi, l’originale del vaso è collocato ai Musei Vaticani di Roma. Il percorso prosegue attraverso corredi funerari etruschi e reperti di epoca romana, testimoni di una cultura raffinata e ricca di simboli. Si ha l’opportunità poi, di approfondire sulle principali campagne di scavo con i ritrovamenti più significativi che vanno dalle epoche arcaiche (dal VI-VII secolo a.C.) fino all’età più recente.

Ampio spazio è dedicato all’olio extravergine d’oliva, altro elemento identitario del territorio, oggi simbolo culturale ed economico di Canino. La produzione olearia, dalle origini antiche, è testimoniata anche dai reperti legati al suo utilizzo nella vita quotidiana. Il MURAV insomma, narra una storia antichissima, fatta di miti, tombe monumentali e civiltà scomparse. La visita unisce archeologia, tecnologia e narrazione, garantendo un’esperienza coinvolgente. Ci si immerge in una storia che ha ancora tanto da raccontare, con ogni ritrovamento che diventa una voce del passato pronta a dialogare con il presente.

Dove

Canino (VT)

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muravcanino@archeoares.com

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