Museo Civico e della Ceramica arianese

Nel cuore antico di Ariano Irpino, all’interno dello storico Palazzo Forte, il Museo Civico e della Ceramica custodisce una narrazione millenaria: quella della lavorazione della ceramica, che da secoli plasma l’identità culturale della città.

I segni di quest’antica tradizione affiorano già nel nome della località “Figuli” (dal latino figulus, che significa “vasaio” o “ceramista”), dove è emersa una fornace di epoca romana. A questi si aggiungono la preziosa brocchetta longobarda rinvenuta nel 1929 sul castello cittadino, frammenti bizantini, normanno-svevi, angioini, bassomedievali e moderni, recuperati ad Aequum Tuticum, nei butti del centro storico e durante scavi fortuiti.

Tra i reperti più emblematici spicca proprio la brocchetta longobarda del VII-VIII secolo, testimonianza di un’epoca in cui Ariano, cinta da nuove fortificazioni, si affermava come nodo strategico del ducato beneventano.

Le ceramiche arianesi del museo

Il museo consente di ripercorrere tutte le fasi della lavorazione ceramica ad Ariano Irpino nel corso dei secoli in apposite sezioni:

Vetrine con frammenti di ceramica del XIII-XIV secolo, sono fondi di coppette, frammenti di piatti, di brocche,  lucerne, scodelle, decorate con motivi centrali del tipo a croce

La ceramica arianese è attestata in questi anni da frammenti ceramici affiorati dagli scavi del castello di Ariano, dai ritrovamenti in fosse granarie o dalla fossa comune dell’ex chiesa di Sant’Andrea

La ceramica arianese nel XVII secolo, pur avendo la città attraversato numerose traversie quali la peste del 1656, il terremoto del 1688, subendo un decremento demografico

l Catasto Onciario redatto nel 1753-54, fornisce preziose notizie sulla produzione ceramica arianese. Da esso sappiamo che in quegli anni lavoravano ad Ariano

L’ottocento vede i figulai arianesi continuare il repertorio del secolo precedente realizzando le “spase”, i “trummoli”, le borracce con decori a rilievo

La fine di un’arte secolare

Nel XIX secolo, mentre le mode neoclassiche e neobarocche influenzavano la produzione ceramica altrove, i maestri arianesi rimasero fedeli alla tradizione. Ma il mercato cambiava, e la borghesia preferiva rivolgersi a Napoli, dove fiorivano fabbriche moderne e produzioni in serie. La crisi fu aggravata dalla costruzione della ferrovia e dalle epidemie che colpirono duramente la popolazione. Nel Novecento, le fornaci continuarono a produrre oggetti consueti, ma senza l’inventiva dei secoli precedenti. I suggerimenti per rilanciare il settore, proposti dal tecnico ministeriale De Simone, rimasero inascoltati.

Negli anni Cinquanta, il rischio di frane portò alla costruzione di muraglioni di contenimento: fu la fine definitiva della ceramica arianese come attività produttiva.

TARIFFE

Ingresso gratuito

ORARI

  • Lunedì, mercoledì e venerdì: dalle 10:00 alle 12:00
  • martedì e giovedì: dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 15:00 alle 17:00
  • sabato e domenica: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00

APERTURE STRAORDINARIE

  • Dal 3 al 7 aprile 2026: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
  • 1 maggio 2026: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00
  • 1 giugno 2026: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

Infoline visite: 3287714272 (Lucia), si prega di contattare tramite whatsapp

Richiedi informazioni

Sistema culturale arianese

Un’iniziativa promossa dalla società Archeoares e sostenuta dalla Regione Campania (PR Campania FESR 2021-2027) con l’obiettivo di trasformare Ariano Irpino in un polo d’attrazione d’eccellenza, mettendo a sistema il patrimonio materiale e immateriale attraverso l’innovazione e la partecipazione della comunità.

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Iniziativa finanziata con risorse del PR Campania FESR 2021-2027 Asse prioritario 1, RSO1.3, Azione 1.3.1 – Avviso pubblico per il sostegno allo sviluppo delle imprese culturali e creative.

https://prfesr2127.regione.campania.it/