Le stagioni della nostalgia II

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Questo libro rappresenta il compimento postumo di un progetto intrapreso da mio padre fin dalla giovinezza e rimasto purtroppo incompiuto in fase di correzione bozze. A distanza di quasi otto anni dalla sua morte, lo scorso maggio ho ritrovato, in circostanze del tutto fortuite, alcune carpette consumate dal tempo e contenenti appunti, novelle, poesie, articoli di giornale, e la prima bozza di questa raccolta. Il tutto era gelosamente custodito nel doppio fondo della sua scrivania, già pronto per la pubblicazione.

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Questo libro rappresenta il compimento postumo di un progetto intrapreso da mio padre fin dalla giovinezza e rimasto purtroppo incompiuto in fase di correzione bozze. A distanza di quasi otto anni dalla sua morte, lo scorso maggio ho ritrovato, in circostanze del tutto fortuite, alcune carpette consumate dal tempo e contenenti appunti, novelle, poesie, articoli di giornale, e la prima bozza di questa raccolta. Il tutto era gelosamente custodito nel doppio fondo della sua scrivania, già pronto per la pubblicazione. Sfogliando queste pagine ingiallite dal passare degli anni e sgualcite dal continuo utilizzo, mi sono accorto della presenza di diverse stesure di componimenti già contenuti nel suo primo lavoro Le stagioni della nostalgia pubblicato nel 1989 dall’editore fiorentino Lalli. Inutile descrivere l’emozione della scoperta, l’avidità con la quale ho esplorato questa miniera di informazioni che mi hanno dato la possibilità di ricordare le fredde serate d’inverno trascorse nell’ufficio di papà impegnato nel tradurre le sue emozioni che adesso ho ritrovato in alcune di queste pagine, mentre io, non ancora adolescente, girovagavo intorno a questi stessi fogli che, a quel tempo, non godevano della mia considerazione. Erano le carte di papà, forse relazioni tecniche di lavoro, forse appunti, certamente nulla che potesse destare il mio interesse, nell’ingenua spensieratezza di quel tempo ormai passato. Adesso questi fogli sparsi sono stati trasformati in un volume che testimonia la volontà di portare a compimento quel progetto affinato nel corso di circa quarant’anni di lavoro, ma soprattutto rappresenta un piccolo grande dono per chi materialmente non c’è più, ma che in realtà ha quotidianamente presieduto alle scelte di tutti i giorni. E’ in una data tanto speciale come quella odierna che mi sento di dare alle stampe questo volume con l’augurio che possa suscitare anche in voi le stesse sensazioni ed emozioni.

Bruno Blanco

20 novembre 2010

Di solito un figlio non scrive la prefazione per il libro di un genitore, ma sento di dover sottolineare alcuni aspetti dell’operato e della personalità di Salvo Blanco che probabilmente soltanto un figlio può esprimere al meglio. E’ stato affermato da competenti autorità che Salvo Blanco si è distinto tra tanti colleghi e uomini per il suo modo di fare e di affrontare i diversi ostacoli della vita e quelli dei vari settori nei quali era impegnato. Uomo di estrema correttezza, era capace di ottenere risultati positivi anche nelle peggiori condizioni di lavoro e di operatività. Costituì, nei lunghi anni della sua direzione ad Acireale, una sede scolastica nota in tutta la regione per la preparazione con la quale i discenti conseguivano l’ambìto diploma. Tutta la sua vita fu sempre dedicata all’educazione delle giovani generazioni e al raggiungimento dei migliori risultati per l’istituzione di cui era a capo. Nell’ambito della professione di agronomo fu uno dei migliori professionisti in campo durante l’ultimo scorcio del secolo passato. Ma le migliori qualità di educatore e di insegnante Salvo Blanco le estrinsecò in seno alla propria famiglia, riuscendo ad impartire ai figli un’educazione ed una integrità morale tali che ad oggi ci consentono di differenziarci da quelli che, purtroppo, sono gli attuali parametri sociali. E che dire del rapporto che papà aveva instaurato con noi figli… non era semplicemente un padre, ma un amico, una persona con la quale ci si poteva confidare, sempre disposto a dare un consiglio per superare i nostri piccoli problemi quotidiani; Lo chiamavamo Cristoforo Colombo per i tanti viaggi che facevamo assieme e di cui lui era la guida e l’organizzatore indiscusso. Abbiamo visitato insieme luoghi bellissimi ed affascinanti, affrontato tante vicissitudini e tante avventure indimenticabili che ci hanno forgiato come ragazzi, come uomini e futuri genitori fino a quando… Grazie per quanto hai fatto per noi e per il faro che sei stato e che continui ad essere per le nostre vite.

Dino Blanco

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Type

E-Book, Rilegato