Alexandre-Edme Mèchin. Memorie: il romanzo della resistenza viterbese nel biennio giacobino (1798-1799)

Alexandre-Edme Mèchin. Memorie: il romanzo della resistenza viterbese nel biennio giacobino (1798-1799)

Alexandre-Edme de Méchin fu un celebre uomo politico francese, partigiano girondino sotto la Rivoluzione, poi barone dell’Impero. Fu protagonista dei fatti centrali della storia di Francia del primo trentennio dell’Ottocento; era stato inviato giovanissimo a Malta come commissario direttoriale e nel novembre del 1798 era stato fatto prigioniero col suo seguito a Viterbo, durante un’insurrezione anifrancese. I ventisette giorni di prigionia gli avevano ispirato una serie di appunti sulle sue peripezie, che pubblicò diversi anni dopo in un opuscolo. Si tratta di un piccolo memoriale a stampa che lo stesso Méchin confessava di aver pubblicato per pochi amici. Pinzi ne fece un breve sunto, trascrivendone i tratti salienti, che il Signorelli consultò per la pubblicazione della sua opera nel 1914. A seguito di ciò la storia del barone Méchin viene dimenticata. Solo nel 2001, anno in cui si rende necessario un inventario del cospicuo fondo librario di via Chigi a Viterbo, viene alla luce un documento curioso.  È uno dei quattro faldoni, parte dell’archivio privato del notaio viterbese Antonio Calandrelli, che reca la dicitura: “Memorie diverse”, che contengono due quaderni della fine del Settecento. Uno di questi è il manoscritto in lingua italiana delle memorie di Alexandre-Edme de Méchin.

ISBN: 978-88-96889-32-9

15,00

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Il saggio “Alexandre-Edme Mèchin. Memorie: il romanzo della resistenza viterbese nel biennio giacobino (1798-1799)” è un’edizione critica di un diario, o meglio delle MEMORIE del barone Alexandre-Edme Mèchin durante i giorni della prigionia patita a Viterbo. I fatti si svolgono nel periodo convulso della repubblica romana del 1798-1799, quando a Viterbo si alternavano dominatori francesi della repubblica e borbonici filo-papali. Un interessante documento storico che va oltre i fatti personali aggiungendo un altro tassello al mosaico della storia locale.

Il lettore potrà cogliere nel diario di Mèchin anche la cura espressiva dell’autore che ne rende piacevole la lettura.