Africa Orientale Italiana 1935-1940

Africa Orientale Italiana 1935-1940

Impero: tra realtà e propaganda Vol. I

Africa Orientale Italiana 1935-1940 è un’ampia presentazione della presenza italiana in Africa ed è concepito come introduzione al tema della prigionia di guerra italiana; ovvero contribuisce a comprendere i risultati delle ricerche avviate nell’ambito del progetto dedicato alla prigionia in mano britannica (Kenya) all’indomani della caduta dell’Impero in Africa Orientale Italiana, dagli accordi di Eldoret (giugno 1942), alla morte del Duca d’Aosta (marzo 1943), alla crisi armistiziale e quindi all’uscita dell’Italia dalla guerra (settembre 1943).

La nuova situazione venutasi a creare, che diede vita alla cobelligeranza (13 ottobre 1943), non incise sullo status dei prigionieri italiani in mano britannica, ma determinò scelte, anche sofferte, tutte basate sul giuramento prestato e sul rispetto della identità nazionale. Il risvolto di questa situazione, fattore unico ma da rilevare, è che la prigionia italiana in mano britannica in Kenya, fu una delle cause dell’inizio, dello sviluppo e della evoluzione del movimento nazionale dei Mau Mau, matrice della formazione dell’attuale stato del Kenya, come superamento
del colonialismo europeo in Africa. L’uomo bianco poteva essere vinto.

Il Volume ricostruisce e documenta le ragioni che hanno caratterizzato questo segmento della prigionia italiana in mano britannica nella seconda guerra mondiale. I limiti di spazio sono individuati nell’ambito di quella che era definita Africa Orientale Italiana, che all’indomani della proclamazione dell’Impero comprendeva la conquistata Etiopia e le vecchie colonie umbertine dell’Eritrea e della Somalia. I limiti di tempo vanno dal maggio 1936, dalla conclamata conquista dell’Etiopia al momento in cui l’Italia dichiarò guerra alla Gran Bretagna, nel 1940, facendo iniziare il conto alla rovescia della presenza italiana in A.O.I.

15,00

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