Convegno “Il Palazzo Papale di Viterbo e il Colle del Duomo”

Il Polo Monumentale Colle del Duomo di Viterbo è stato recentemente al centro di un convegno che ha messo in evidenza due iniziative di grande rilievo: gli studi presso il Giardino dell’Episcopio (il grande spazio verde alle spalle della Cattedrale e del Museo) ed il progetto di restauro della Loggia dei Papi.

Don Emanuele Germani ha moderato l’incontro ed ha introdotto il Vescovo di Viterbo, S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza, che ha aperto le sessioni condividendo due grandi visioni per il futuro del Colle del Duomo. Il primo sogno riguarda il Giardino dell’Episcopio, dove si prevede di recuperare la c.d. “Casa del Custode” per trasformarla in un’estensione del centro di documentazione diocesana. Il secondo mira a garantire una sempre maggiore accessibilità del polo monumentale, ripensando interamente Piazza San Lorenzo con interventi architettonici che includano accessi agevoli alla Cattedrale e al polo museale per le persone con disabilità.

L’evento, promosso dalla Diocesi di Viterbo, ha goduto della collaborazione dell’Università della Tuscia, dell’Università “La Sapienza” di Roma e della Soprintendenza competente.

Hanno infatti preso parte all’evento con preziosi contributi il Rettore Stefano Ubertini, che ha sottolineato l’importanza della collaborazione tra l’università e la diocesi per il bene del territorio, e Margherita Eichberg, rappresentante della Soprintendenza. La giornata ha messo in luce come la sinergia tra istituzioni, studiosi e tecnici sia fondamentale per valorizzare il patrimonio storico e culturale, con l’obiettivo di restituire alla comunità spazi ricchi di storia, rendendoli al contempo più accessibili e fruibili. L’assessore del Comune di Viterbo Stefano Floris ha portato i saluti della Sindaca e ribadito il supporto dell’amministrazione a questa tipologia di iniziative.

La Loggia delle benedizioni, simbolo indiscusso della città, ha rappresentato un tema centrale della prima sessione.

Maurizio CapernaDonatella Fiorani e Fabrizio De Cesaris della Università “La Sapienza” di Roma hanno raccontato le tappe degli interventi di studio degli interventi e dei precedenti consolidamenti, sottolineando come gli interventi sulla loggia, restaurata a inizio ‘900 e poi negli anni ’80, sembrano mantenere intatta l’efficacia statica della struttura. Mark Gittins, in rappresentanza del team tecnico del CBC (Conservazione Beni Culturali), ha illustrato il restauro delle superfici, che mira a preservare le tracce di una policromia originale, un tempo vibrante di rossi, gialli, azzurri e oro, oggi quasi completamente perduta. L’intervento che la Diocesi ha in programma per il ripristino verterà sulla salvaguardia dei dettagli decorativi e sulla mitigazione dei segni di degrado.

La seconda sessione ha spostato l’attenzione sul Giardino dell’Episcopio, un luogo che non è solo un’oasi verde nel cuore del centro storico, ma anche una zona che preserva tracce di una storia ancora in gran parte da indagare. Il prof. Giuseppe Romagnoli dell’Università della Tuscia ha presentato i risultati delle indagini non invasive che hanno finora rivelato probabili resti di edifici medievali costruiti sul colle prima che venisse trasformato in un giardino privato nel XV secolo per volontà del vescovo Settala.

Grazie alle analisi geoelettriche condotte da Marcin Piotrowski dell’Università Cattolica Giovanni II di Lublino, è stato possibile individuare strutture ipogee dalla geometria regolare, probabilmente resti murari di una presumibile piazzetta quadrangolare. Tra le scoperte più affascinanti spicca un tratto urbano della antica via Cimina Romana, la cui funzione venne interrotta dagli interventi promossi dal Settala.

Gianpaolo Serone, socio amministratore di Archeoares, ha proposto una rilettura delle fasi costruttive della Cattedrale e del Palazzo dei Papi, sottolineando come queste strutture siano il cuore identitario del colle. In particolare, ha evidenziato l’insolita rotazione della torre campanaria rispetto alla facciata della Cattedrale, una peculiarità che sembra essere un riflesso dell’antica urbanizzazione e ipotizzando che il campanile possa essere il risultato di un riuso di una precedente torre.

Ha chiuso i lavori la prof.ssa Marina Micozzi dell’Università della Tuscia sottolineando l’importanza del coinvolgimento delle nuove generazioni nelle attività di ricerca e scavo. Gli studenti e i tirocinanti dell’Università della Tuscia e dei percorsi PCTO hanno avuto un ruolo attivo nei progetti, acquisendo competenze che un giorno li porteranno a raccogliere il testimone di questa straordinaria opera di tutela e valorizzazione.

Al termine del convegno era chiaro al pubblico sia il ruolo storico centrale del colle del Duomo, dove la storia di Viterbo ha avuto origine, sia come questo possa costituire una grande occasione per il futuro della città tornando ad essere sempre più centrale anche nella vita e nella percezione della comunità.

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