Un Dio con il vizio di fondare città

Averlo “contro” non è di buon auspicio, divora i figli, sovverte l’ordine costituito e fonda città. Una rockstar divina e contraddittoria: cupa e piena di luce. Possiamo solo immaginare quanto non ci si annoi a essere 𝐒𝐚𝐭𝐮𝐫𝐧𝐨. Ben oltre la mitologia, nella trasformazione dal Crono greco alla versione romana, e l’arte, con la durezza di Goya che lo rappresenta cannibale, l’astrologia o il cinema, con quel “Saturno contro” emblema di rotture e doverosi cambiamenti, si erge la leggenda del Dio architetto, emblema della fecondità, del civile benessere “nei campi del Lazio, regno di Saturno”, così come scrive Virgilio nell’Eneide, su tutti quelli di Sutri, Arpino, Alatri, Ferentino, Anagni e Atina.
Tra la provincia di Viterbo e quella di Frosinone, in cui queste comunità vengono chiamate “città saturnie”, luoghi distanti per cultura e distanza sono accomunati da un fattore: essere state fondate dal Dio Saturno e facenti parte di quel Latium (Lazio) che per lui fu rifugio e regno.
Sulla leggenda cammina l’Italia e nell’affanno della vita ci ricordiamo poco della narrazione dell’origine. Così, quando sarai a Sutri, ad Anagni o in una delle città saturnie, ricorda che sei giunto in una città fondata dal Vasco Rossi delle divinità, che stai percorrendo una strada sacra.
 
Condividi :