La storia dell’editoria: dalla carta al digitale

Nei secoli l’editoria ha attraversato profonde trasformazioni: dal passaggio dall’oralità alla scrittura, dal rotolo al codice e dal codice al libro a stampa. Nel secondo semestre del 2010 si è aperta una nuova fase storica, spesso definita “quarta rivoluzione”, segnata dall’arrivo dei lettori elettronici, dalla diffusione degli e-book e dall’ingresso sul mercato italiano di grandi piattaforme digitali come Amazon.

La nascita della nuova editoria digitale

Con l’ingresso dei grandi gruppi editoriali nel settore digitale, il numero di titoli disponibili è aumentato rapidamente e la tecnologia si è evoluta con grande velocità. L’apertura del sito italiano di Amazon ha contribuito notevolmente a rendere gli e-book più accessibili a un pubblico sempre più ampio.

In una prima fase però, l’impressione è che si sia partiti un po’ all’arrembaggio: il mercato digitale era ancora in gran parte da costruire. L’e-book rappresentava ancora una percentuale relativamente bassa del fatturato editoriale, e molte iniziative erano caratterizzate da sperimentazione e entusiasmo. Solo col tempo si è iniziato a sviluppare un vero mercato parallelo, capace di offrire prodotti pensati specificamente per il digitale e non soltanto versioni elettroniche dei libri cartacei.

Ebook e libro cartaceo: due esperienze diverse

Il fatto che il testo nel libro a stampa e in quello digitale sia lo stesso, non significa che l’esperienza di lettura sia identica. L’inchiostro elettronico dei dispositivi moderni rende la pagina dello schermo simile a quella di carta, ma la relazione che il lettore instaura con il testo cambia.

Per testi puramente informativi o documenti di studio e lavoro, la lettura digitale può equipararsi a quella del libro cartaceo, diverso è il caso della narrativa, della saggistica riflessiva o dei libri legati all’esperienza personale e spirituale. In questi casi il libro non è soltanto una sequenza di parole: diventa un corpo vivo, un oggetto con cui il lettore entra in contatto fisico, mentale ed emotivo.

Non si tratta semplicemente di preferire, come in molti sostengono, l’odore della carta o la sensazione tattile del libro tradizionale. La differenza riguarda soprattutto la natura del rapporto con il testo: i ritmi della lettura, le pause, i silenzi, la concentrazione e il coinvolgimento emotivo.

Il futuro della lettura

Nella lettura digitale “a scorrimento” il tempo della “meditatio” tende a ridursi, diminuisce lo spazio destinato alla riflessione lenta e concentrata sulla pagina. Cambiano non solo la velocità di lettura, ma anche il clima mentale in cui essa si svolge.

Per questo motivo il libro cartaceo non sembra destinato a scomparire. Piuttosto, si stanno creando nuovi equilibri tra carta e digitale, differenziati per tipologie di pubblico, età e modalità d’uso. L’e-book rappresenta una grande opportunità per l’editoria contemporanea, ma il libro tradizionale continua ad offrire un’esperienza di lettura unica, caratterizzata da un rapporto più profondo e personale con il testo.

E allora, quale sarà il tipo di lettura che ci attende?

La vera sfida del futuro non è scegliere tra tecnologia e carta, ma comprendere come i diversi strumenti di lettura influenzino il nostro modo di pensare, di ricordare e di vivere i libri.

Si dovrebbe riflettere di più su questo aspetto e non dimenticare che la forma e il modo in cui si riceve il testo incidono notevolmente sull’esperienza che se ne fa, e sulla memoria che se ne conserva.

Non si tratta di essere feticisti o nostalgici, tecnologici o antitecnologici, ma semplicemente di riconoscere le differenze sostanziali esistenti tra i vari modi di leggere, per un’attività che sia efficace e certamente consapevole.

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