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La famiglia Calderini e il Palazzo narnese

Personaggio di spicco del XVI secolo umbro fu Lutio Calderini, attivo a Roma come notaio e sollecitatore della Camera Apostolica. La sua rilevante posizione sociale lo rese l’esponente di punta di una Narni in pieno sviluppo economico (grazie all’intervento dello Stato Pontificio) a seguito del saccheggio dei Lanzichenecchi (1527).

Palazzo Calderini, espressione di una moderna civiltà borghese, si trova nell’attuale Piazza dei Priori a Narni, accanto al Palazzo Comunale. Gli angoli superiori del portone del palazzo, di fianco all’arco d’ingresso, conservano due rilievi marmorei: un paiolo appeso a una catena da camino sopra una fiamma e un cavallino rampante, rispettivamente lo stemma della famiglia Calderini e della famiglia Cavallucci (Lutio sposò Vittoria Cavallucci e i due coniugi furono, infatti, i primi proprietari del palazzo).

All’interno della costruzione possiamo, inoltre, ammirare l’emblema originario dei Calderini: tre piccoli paioli con manico disposti a triangolo rovesciato. Tale simbologia ha fatto nascere l’ipotesi che la famiglia fosse anticamente dedita all’arte dei “calderari” (artigiani altomedievali del metallo): da qui deriverebbe, quindi, il cognome Calderini (nonostante sia poco credibile l’esercizio di questo mestiere tra il XV e il XVII secolo: la famiglia Calderini giunse presumibilmente a Narni nei primi del 400, o prima, e le attestazioni rimasteci la descrivono però dedita all’arte degli speziali).

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