In ricordo di Alessio Paternesi

Foto: alessiopaternesi.com

Alessio Paternesi era un noto pittore e scultore italiano. Nato nella Tuscia, a Civita Castellana, nel 1937. La vocazione creativa si mostrò prestissimo: si accostò all’arte fin dalla tenera età.

Nella Civita Castellana del dopoguerra, Monsignor Roberto Massimiliani, alla guida della diocesi dal 1948 al 1975, si accorse di Alessio, un adolescente che, di tanto in tanto, s’intrufolava nell’archivio della Curia per rubare, e poi rivendere, vecchi volumi di carta, pieni di preghiere e di tarli.

Per guadagnare lavorerai per me, mi farai qualche ritratto, dipingerai qualche quadro e io ti ricompenserò” gli disse. Il ragazzo accettò con entusiasmo la proposta: si rivelerà fondamentale per il suo futuro.

A quattordici anni iniziò a frequentare il Liceo Artistico di Roma. Dopo aver conseguito il diploma, a 19 anni, ottenne una cattedra di disegno industriale. Fu la volta delle magistrali. Alessio Paternesi poi, vinse un concorso per l’insegnamento della storia dell’arte e, contemporaneamente, frequentò la facoltà di Architettura a Roma. È proprio in tale periodo che la sua attività artistica si intensificò.

La storia continua e, nel 1959, a soli 22 anni, giunse il primo vero riconoscimento: venne invitato a partecipare alla VII Quadriennale di Roma, una delle manifestazioni più significative dell’arte visiva.

Di lì, Alessio Paternesi entrò in un circuito fortunato: le sue opere vennero esposte in Italia e nel mondo. Nel 1969, la Sirena Art Gallery di New York organizzò una sua personale. Nello stesso anno, sempre a New York, prese parte a esposizioni collettive presso la Botler Gallery, la Rizzoli Art Gallery e la Second Exhibition of European Painters. E ancora, furono allestite altre sue personali anche a Carmel e a Los Angeles. I mercanti americani gli proposero contratti in esclusiva purché accettasse di vivere negli Usa. Alessio rifiuterà l’offerta.

Con il ritorno a Viterbo, all’inizio degli anni Novanta, Paternesi rinnovò il suo interesse per la scultura. Fra le tantissime opere realizzate, brilla il monumento in bronzo dedicato ai Facchini di Santa Rosa, oggi posizionato nella Piazza della Repubblica di Viterbo. Per il comune di Bagnoregio, ha dato vita al monumento in bronzo ispirato a Bonaventura Tecchi, e si è occupato inoltre, della riqualificazione della piazzetta panoramica dello stesso borgo. Gli è stato commissionato poi, tra gli altri, il Monumento in ricordo della Liberazione di Roma. Ha creato inoltre una serie di dipinti: brillano, in tal senso, quelli ispirati alla Divina Commedia.

La sera del 17 agosto del 2023 fu colto da un improvviso malore; morì alle 4:00 del mattino del giorno seguente.

Alessio Paternesi insomma, con la sua storia viva e densa, è la firma, l’anima e l’essenza di una serie infinita di meravigliose opere d’arte. Le sue creazioni vantano un grandissimo valore culturale. Non è un caso infatti, se l’artista sia un vero orgoglio internazionale, nazionale e, in particolare, della Tuscia.

“Di terra, di luce, di aria”, la mostra antologica al Palazzo Doebbing

Oltre cento opere tra dipinti e sculture per una grande mostra celebrativa su Alessio Paternesi, tra i più celebrati artisti del panorama dell’arte italiana e orgoglio della Tuscia viterbese, a un anno dalla sua scomparsa. Il museo del Palazzo Doebbing torna a occupare uno spazio importante nel panorama dell’arte con questa Antologica dedicata al maestro di Civita Castellana, amico di Sebastian Matta: “Alessio Paternesi: di terra, di luce, di aria. Antologica“, dal 9 marzo al 3 novembre 2024.

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