Il Palazzo Orsini-Chigi di Formello

Un viaggio attraverso la storia e il restauro per accogliere il Museo dell’Agro Veientano

Il Palazzo Orsini-Chigi di Formello, custode di secoli di storia e cultura, ha attraversato un affascinante percorso di restauro, culminando nel suo attuale ruolo di sede del Museo dell’Agro Veientano. Questo viaggio nel tempo rivela non solo le trasformazioni architettoniche, ma anche le sfide e le scelte complesse legate al concetto di restauro.

Un’introduzione alla storia evolutiva

Il Palazzo Orsini-Chigi è immerso nella ricca storia del territorio dell’Agro Veientano. L’immobile è stato acquisito pubblicamente nel 1986; originariamente era una residenza nobiliare e ha vissuto una transizione straordinaria nel corso dei decenni, passando da residenza aristocratica a sede di servizi pubblici: un cambiamento destinato a influenzare profondamente il progetto di restauro.

Il concetto di restauro nel tempo

Il concetto di restauro, come definito nel Codice dei Beni Culturali del 2004, è emerso chiaramente durante il processo. L’articolo 29 sottolinea l’importanza di un intervento diretto finalizzato all’integrità materiale e al recupero del bene, mirando a proteggere e trasmettere i valori culturali. Nel corso degli anni, il restauro è stato plasmato da mutazioni teoriche e cambiamenti culturali, passando da interventi strutturali a una maggiore attenzione alle superfici architettoniche e alle indagini diagnostiche.

Il restauro di Palazzo Chigi è stato un percorso durato oltre un quarto di secolo, testimoniando le sfide finanziarie nel conservare il ricco patrimonio culturale italiano. Iniziato nel 1986, il processo ha attraversato varie fasi, dal primo progetto di Alfredo Toppi alla fase finale affidata all’architetto Andrea Bruno. La lunga durata dei lavori ha evidenziato le difficoltà nel bilanciare risorse finanziarie e la complessità delle decisioni progettuali.

La Torre: ruolo architettonico e controversie

La torre ha giocato un ruolo centrale nel percorso di restauro, sia per la sua funzione difensiva sia per quella di semplice arricchimento architettonico. Dal controverso progetto di Toppi, che prevedeva la demolizione di parti storiche, alle decisioni di De Magistris e, infine, alla visione di Bruno, la torre è stata al centro di discussioni e controversie. La sua preservazione e valorizzazione sono diventate un simbolo di integrità storica. Il cortile, con le sue pitture originali, è emerso come un tesoro durante il restauro. Le scelte cromatiche e il recupero degli affreschi hanno restituito al cortile la sua atmosfera originale, con richiami ad altri palazzi patrizi romani e laziali. La torre, con il suo rivestimento pittorico intricato, ha svelato un capitolo prezioso della storia della famiglia Orsini.

Cambiamenti nella destinazione d’uso e riflessi sul restauro

Il passaggio da residenza nobiliare a sede di servizi pubblici ha introdotto una nuova dimensione al progetto di restauro. Inizialmente destinato a una sede comunale, il palazzo ha subito diverse modifiche nelle sue destinazioni d’uso. La riflessione su come adattare gli spazi a nuove funzioni ha influenzato le decisioni progettuali, rendendo il restauro non solo un atto conservativo ma anche una riabilitazione funzionale.

Il Museo dell’Agro Veientano: un nuovo capitolo

L’incontro tra il palazzo restaurato e la sua destinazione finale come Museo dell’Agro Veientano ha rappresentato un nuovo capitolo nella sua storia. L’accordo di programma tra MiBAC e Regione Lazio ha sancito questa trasformazione, delineando il percorso verso il completamento del progetto. L’architetto Andrea Bruno, con il suo progetto approvato nel 1999, ha contribuito a plasmare il palazzo per accogliere il museo.

Restauro conservativo: salvaguardare l’antico

Il restauro conservativo ha svolto un ruolo cruciale nel progetto. La facciata su piazza San Lorenzo e le superfici architettoniche interne sono state oggetto di attento restauro per preservare e valorizzare l’antica facies del palazzo. Il lavoro attento del restauratore Marina Pennini, affiancato dall’architetto Antonio Mascia, ha portato alla salvaguardia di elementi decorativi, soffitti lignei e affreschi, contribuendo a rendere il palazzo una testimonianza tangibile della sua storia.

Conclusioni: una sinfonia di storia e restauro

Il Palazzo Orsini-Chigi di Formello è molto più di un edificio restaurato: è una sinfonia di storia, cultura e restauro. Attraverso le sue molteplici fasi e decisioni progettuali, il palazzo ha abbracciato la sua evoluzione, diventando un’icona di conservazione e riabilitazione. Il Museo dell’Agro Veientano ora trova casa in questo scrigno di memoria, invitando i visitatori a immergersi nelle stratificazioni del passato che il restauro ha sapientemente rivelato.

Bibliografia: A. Bureca, M. Pennini, Il palazzo Orsini-Chigi di Formello. Tracciato storico delle vicende conservative sul restauro del “contenitore” del Museo dell’Agro Veientano: scoperte e innovazioni, in “Il nuovo Museo dell’Agro Veientano a Palazzo Chigi di Formello” a cura di Iefke van Kampen, 27-32 – Roma 2012 – edizioni Quasar 

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