Gli affreschi della Madonna del Parto di Sutri

Gli affreschi che si trovano all’interno della piccola Chiesa della Madonna del Parto di Sutri, anche conosciuta come Mitreo di Sutri, risalgono tutti al XIV secolo circa e sono ricchi di storia e simbolismi che hanno attraversato i secoli. Arrivati al giorno d’oggi, permettono di comprendere tutte le fasi passate di questo luogo misterico.

La piccola Chiesa rupestre della Madonna del Parto di Sutri è un probabile adattamento ad altro culto di un precedente Mitreo romano del III sec. d.C., a sua volta impostato su un preesistente sepolcreto etrusco interamente scavato nel tufo.

Nella prima parte, che oggi costituisce il vestibolo a pianta quadrata, si può ammirare un trittico di affreschi detto, appunto, “trittico del vestibolo”. Siccome la Chiesa era inizialmente dedicata al culto di San Michele Arcangelo (solo nel 1753 verrà intitolata alla Madonna del parto) si trovano molte sue raffigurazioni, e la meglio conservata è sicuramente quella del vestibolo. È stata raffigurata l’apparizione miracolosa dell’Arcangelo Michele sul Monte Gargano in Puglia con il miracolo del Toro e del Pastore Gargano. San Michele è raffigurato a mezzo busto con la lancia tra le mani; una fila di pellegrini scalzi e in preghiera sale attraverso un sentiero in salita verso la grotta. La figura in primo piano è, invece, il Pastore Gargano che carica una freccia nell’arco per scagliarla contro un toro scappato in una grotta. Secondo la tradizione il pastore avrebbe cercato invano di far uscire il toro, decidendosi infine ad ucciderlo. La freccia, tuttavia, non lo raggiunse ma tornò indietro a causa dell’intervento di San Michele Arcangelo. Il pastore, sopravvissuto miracolosamente, avvisò il Vescovo e così venne eretta una chiesa dedicata a San Michele nella grotta in cui si era riparato il toro.

Il trittico del vestibolo è completato a destra dalla figura di San Cristoforo, “portatore di Cristo” e patrono dei pellegrini raffigurati di fianco, e a sinistra dalla Madonna con il Bambino tra Santi.

Nella seconda parte, invece, che è oggi il corpo principale della Chiesa a tre navate, nella volta centrale troviamo un altro San Michele Arcangelo, stavolta con il globo nella mano destra e uno scettro nella mano sinistra. Il suo volto è sbalzato in rilievo nella roccia mentre il corpo è affrescato e circondato dai simboli dei quattro evangelisti (il toro di Luca, l’angelo di Matteo, l’aquila di Giovanni e il leone di Marco).

La navata destra presenta piccole nicchie spoglie a causa del passare del tempo e delle condizioni climatiche, mentre la navata sinistra conserva cinque piccole finestre oggi chiuse per motivi di conservazione. L’altare ha alle sue spalle un arcosolio e a sinistra una piccola grotta usata come sagrestia.

Lungo tutte le pareti si distinguono una serie riquadri dedicati alla Vergine Maria con il Bambino. In ogni scena è presente una figura di donna genuflessa con finalità di ex-voto legati ad un desiderio sofferto di maternità. Una rappresentazione che non deve stupire essendo costante nei siti micaelici in quanto l’Arcangelo è venerato come l’Angelo guaritore, miracoloso in caso di sterilità. Ma la dedica più importante è la natività posta dietro l’altare, l’affresco che dà il nome alla Chiesa proprio perché rappresenta il momento del parto del Gesù Bambino. La Vergine è rappresentata nell’atto di accarezzare il bambino in fasce posto in una mangiatoia con San Giuseppe a fianco, il bue e l’asinello, il gregge e i pastori. In basso a sinistra è visibile la committente in preghiera.

I pilastri che formano le arcate poste ai lati della navata centrale erano ricche di affreschi raffiguranti varie figure sacre ma purtroppo se ne sono conservate molte poche. Nel secondo pilastro della navata sinistra, c’è un ulteriore raffigurazione di San Michele, di cui resta solo il volto.

Nell’ottavo pilastro di destra c’è una Madonna con il Bambino il quale reca tra le mani un uccellino e un cartiglio con una croce templare, in riferimento a Santa Maria della Carbonara a Viterbo.

Infine, nel primo pilastro della navata destra si riconosce la figura di Santa Caterina d’Alessandria, anch’essa legata strettamente al tema della maternità in quanto protettrice delle nutrici.

La Chiesa della Madonna del Parto con tutti i suoi affreschi si trova nell’area archeologica di Sutri che si può visitare con un ticket che include anche il vicinissimo anfiteatro romano.

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