I musei sono i luoghi della memoria ma anche della scoperta. Il passato dialoga con il presente e ispira il futuro attraverso gli oggetti, le storie, le vite degli uomini illustri e comuni. Dove è possibile capire il perché di una parola, dove puoi emozionarti davanti ad un quadro o impressionarti per la genialità di un artista. Luoghi vivi quindi, dove si impara e si cresce.
Sono tante le curiosità che un museo può celare. Abbiamo deciso di rivelarvene alcune fra le più sfiziose e particolari; sono solo degli assaggi che potranno essere arricchiti da una visita fisica nei siti suggeriti.
Lo sapevi che i gigli sono i fiori dei romani?
La presenza del giglio in Europa la si deve all’imperatore Augusto, il quale amante di questa pianta, obbligò i romani a coltivarla, per evitare di importarla dai territori esteri. Infatti le origini sono molto lontane, proviene dall’Asia Minore e dai Balcani. Come pianta spontanea, ad oggi è molto diffusa soprattutto nel Sud dell’Italia.
Il giglio ha numerosi significati, il più importante e conosciuto è quello di purezza, innocenza, candore, spesso utilizzato in ambito cristiano per accompagnare la figura della Madonna “giglio tra i cardi”, e i santi dei quali esprime nobiltà, purezza e il loro affidamento a Dio. Nelle sacre Scritture il giglio viene menzionato in un episodio ben preciso: Maria, tenendo un giglio in mano, sceglie Giuseppe come suo sposo. Proprio per questo motivo, Giuseppe verrà dipinto con in mano un bastone colmo di Gigli dorati!
Il giglio diventa il simbolo del martirio, proprio come la palma
Spesso i santi, nei dipinti, oltre che dalla palma, vengono accompagnati dagli oggetti che rimandano alla causa della loro morte, come si vede all’interno del dipinto che raffigura Santo Stefano e San Lorenzo conservato nella sezione storico-artistica del Museo Colle del Duomo di Viterbo, di autore sconosciuto e risalente al XV-XVI secolo. Un altro significato conosciuto del giglio rimanda all’ambito amoroso indicando la completa dedizione di un uomo alla sua donna.
Ma qual è l’origine mitologica del giglio?
Per gli antichi greci e romani il significato del Giglio era associato alla dea Era (o Giunone), dea del matrimonio e della procreazione. Secondo il mito, mentre allattava Ercole perse due gocce di latte e una di queste originò il fiore. Da questa vicenda deriva il significato di amore, fedeltà e procreazione.
Non tutti sanno che il giglio può avere altri significati, dati proprio dal colore della pianta. Mentre il giglio bianco di cui abbiamo parlato all’inizio, è uno tra i più comuni e rimanda alla purezza, il giglio giallo richiama invece alla falsità ma anche alla gioia; il giglio arancione o rosso all’amore, infine quello rosa alla vanità e alla femminilità.
All’interno del Complesso Monumentale del Colle del Duomo, è possibile trovare alcuni dipinti dove compare il giglio bianco, simbolo del martirio. Ne è un esempio il dipinto di Santa Rosa, di autore anonimo del secolo XVIII dove il puttino che affianca la santa ne tiene uno nella sua mano. Altro esempio è nell’Annunciazione di Lodovico Mazzanti, dove il fiore è tenuto dall’Arcangelo Gabriele.
Archeoares per la didattica
Sei un docente e vuoi portare la tua classe a conoscere Viterbo e il Medioevo? Scrivici a didattica@archeoares.com o telefona al 328 459 6238.
