Didattica Archeoares: i sigilli sono come i timbri dell’antichità

I musei sono i luoghi della memoria ma anche della scoperta. Il passato dialoga con il presente ed ispira il futuro attraverso gli oggetti, le storie, le vite degli uomini illustri e comuni. Dove è possibile capire il perché di una parola, dove puoi emozionarti davanti ad un quadro o impressionarti per la genialità di un artista. Luoghi vivi quindi, dove si impara e si cresce.

Sono tante le curiosità che un museo può celare. Abbiamo deciso di rivelarvene alcune fra le più sfiziose e particolari; sono solo degli assaggi che potranno essere arricchiti da una visita fisica nei siti suggeriti.


Lo sapevi che i sigilli sono come i timbri dell’antichità?

Infatti, i sigilli venivano usati con il solo scopo di rende autentico un documento. Anche il termine stesso vuol dire, in latino,“segno”.

Il sigillo è formato da una matrice incisa, di metallo o di pietra, da cui si ricavava il vero e proprio sigillo, con l’uso di differenti materiali: inchiostro, argilla, cera e piombo.

Il sigillo può essere paragonato ad una firma che veniva posta su un determinato documento; se questo veniva aperto prema di essere recapitato, si vedeva poiché il sigillo si rompeva!

La storia del sigillo è antica e molto probabilmente inizia i Medio Oriente.

In Egitto si utilizzavano sigilli in argilla su tavolette d’argilla o su papiro. Anche i greci e i romani erano soliti usarli, questi ultimi soprattutto al tempo dell’imperatore Augusto. In epoca carolingia si cominciò ad indicare anche l’ora di quando le lettere partivano.

Il materiale del sigillo inizia a subire dei cambiamenti già dal IV secolo: viene adottato prima il piombo, poi nel XII la cera d’api. Nel corso delle epoche si modifica anche la forma passando da quella rotonda a ovale.

Oltre al sigillo, soprattutto per i documenti di re e imperatori, veniva utilizzato il contro sigillo, ovvero un sigillo posto nel rovescio del pendente, per dare maggior sicurezza e garanzia del documento, raffigurante persone in piedi e stemmi delle famiglie.

Nel Palazzo dei Papi di Viterbo, oggi visitabile insieme al Museo Colle del Duomo, si trova la pergamena dal primo conclave datata al giugno nel 1270.

La pergamena papale è composta da 17 sigilli dei singoli cardinali, in cera lacca, appesi al documento tramite dei cordoncini in cuoio, con l’impronta di alcuni santi e, si ipotizza, dei titoli dei singoli cardinali.

Sebastiano Luciani, conosciuto meglio come Sebastiano del piombo, prende il nome proprio dalla carica del “piombatore pontificio”, ovvero colui che si occupava della creazione dei sigilli papali sui documenti della curia. Due delle più grandi opere create da Sebastiano, ad oggi si trovano al Palazzo dei Priori di Viterbo.

Archeoares per la didattica

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