Palazzo Eroli venne edificato nel XVIII per volontà di Pietro Eroli e suo figlio Silvio a partire da diversi edifici preesistenti, sia di proprietà sia acquisiti. Precedentemente, nel XVI secolo, il padrone di una parte dell’edificio era Sosterno Alberti dopo che la sua famiglia aveva acquistato la casa-fortezza dello Sbardellato, un condottiero narnese, e ampliato la struttura (come testimonia una pianta di Narni realizzata negli anni Settanta del ‘500 da Cipriano Piccolpasso. Altre testimonianze della presenza degli Alberti sono delle iscrizioni presenti sia sugli intonaci di un arco trasverso di un ampio piano interato sia sul portone che ad oggi è ubicato nell’atrio del Museo al piano terra.
È da attribuire alla famiglia Eroli il progetto di unificazione delle costruzioni che sorgevano su quel sito in un’unica grande dimora, opera che verrà completata nel 1748. La struttura dell’edificio si sviluppa in orizzontale ed è divisa in tre livelli, ognuno dei quali segnati da sottili cornici marcadavanzale. L’androne è diviso in tre campate con volte a crociera ribassate e lo stessa degli Eroli in chiave: su quella centrale si innesta lo scalone nobile, mentre sul lato sinistro si trova il portone rinascimentale, inserito in modo asimmetrico all’interno del prospetto come a indicare il racconto dei due precedenti edifici, quello degli Eroli e quello dei Cardoli-Alberti. Il portone proviene probabilmente da una delle case rinascimentali che gli Eroli possedevano intorno alla chiesa di San Martino e che furono inglobate nell’ala settentrionale della dimora settecentesca.
Palazzo Eroli fu acquistato dalla provincia di Terni nel 1984. L’edificio è stato oggetto di radicali lavori di ristrutturazioni, in parte causa della perdita di rilevanti che hanno portato rilevanti testimonianze storiche utili per documentare la complessa stratificazione di quest’area cittadina. Palazzo Eroli è attualmente sede del Museo, della Pinacoteca e della Biblioteca comunale di Narni.
