TESORO DI SAN JACOPO

La Piazza del Duomo, da sempre fulcro delle attività politiche, religiose e sociali della città di Pistoia accoglie i principali monumenti espressione del periodo d’oro vissuto dalla città nel Medioevo.

La cattedrale di San Zeno è uno splendido edificio in stile romanico; costruita nel X secolo, presenta una facciata con rivestimenti a fasce lineari bianco-verdi di chiara derivazione pisano-lucchese. La chiesa al suo interno custodisce il Tesoro di San Jacopo un meraviglioso Altare d’Argento dedicato all’Apostolo Giacomo. L’opera fu realizzata dai più grandi maestri orafi per conservare l’unica reliquia del santo presente in Italia, condotta a Pistoia da Compostela intorno al 1140. A fianco della cattedrale svetta l’imponente Campanile, con i suoi 67 metri di altezza, innalzato tra il X e il XII secolo. Diviso in tre fasce sovrapposte, ognuna con un registro stilistico diverso, offre un panorama mozzafiato.

Di fronte alla torre campanaria, l’elegante mole del Battistero di San Giovanni in Corte, considerato uno dei massimi monumenti del Gotico toscano; in questa struttura elementi di cultura classica e componenti di derivazione fiorentina, senese e pisana convivono in un disegno di equilibrata sintesi generale.

Orario estivo:
dal 1 aprile al 15 Ottobre
Tutti i giorni: 10:00 – 19:00

Orario invernale:
dal 15 ottobre al 31 marzo
10:00 -13:00 | 15:00-18:00

Chiuso il martedì

Tariffe

Cattedrale di San Zeno e Altare d’Argento

  • Intero: € 5,00
  • Ridotto e Gruppi > 12 pax: € 3,50

Campanile (con accompagnatore)

  • Intero: € 8,00
  • Ridotto e Gruppi > 8 pax: € 5,50

Cattedrale + Altare D’argento + campanile
Il biglietto comprende visita audioguidata alla Cattedrale di San Zeno, alla Cappella del Crocifisso (Altare Argenteo di San Jacopo) e visita con accompagnatore al Campanile della Cattedrale.

  • Intero: € 12,00
  • Ridotto: € 10,00

Il Tesoro di San Jacopo

L’attuale Cappella di San Jacopo, che è ciò che rimane della quattrocentesca Cappella del Giudizio, custodisce il Tesoro dell’Apostolo Giacomo. Al centro della Cappella si trova il Reliquiario di San Jacopo, capolavoro assoluto dell’oreficeria sacra tardogotica, datato 1407 e riferibile a Lorenzo Ghiberti e alla sua bottega. L’elegantissima opera, in argento dorato, ha subìto un rimaneggiamento più tardo con l’inserzione di una rinascimentale pisside contenente la preziosa reliquia dell’Apostolo.
La cappella prende il nome dall’odierna collocazione del meraviglioso Altare d’Argento dedicato a San Giacomo, che rappresenta una sintesi dell’arte sacra espressa da differenti artisti in diversi periodi storici. La sua realizzazione infatti, iniziata nel 1287, coinvolse i migliori maestri orafi dell’epoca e fu completata in circa due secoli, nel 1456. Il culto del santo fu introdotto nella città toscana intorno al 1140, quando il vescovo Atto condusse a Pistoia l’unica reliquia di San Giacomo presente in Italia, per custodire la quale fu commissionato l’Altare. Una tavola d’argento del 1287, con i dodici apostoli e altre figure, costituisce il nucleo originario dell’opera. Nel 1316 Andrea di Jacopo d’Ognabene fu incaricato di realizzare un nuovo paliotto frontale, composto da quindici riquadri che narrano la vita di Cristo e dell’apostolo Giacomo. Nel 1353 fu realizzata da Giglio Pisano la statua argentea di San Jacopo in Trono, inserita entro un’ampia nicchia centrale. Nel 1361 si decise di rivestire completamente l’Altare, attraverso la realizzazione di due paliotti laterali, con Scene dell’Antico Testamento e dei Fatti di San Giacomo. Alla fine del secolo venne progettato il coronamento del dossale con Cristo in maestà in una mandorla di serafini e cori angelici. I lavori continuarono nel Quattrocento con il completamento dei due lati del dossale. Tra gli artisti impegnati in questa impresa il giovane Filippo Brunelleschi fu autore dei due profeti Geremia e Isaia.

Torre Campanaria

A fianco della cattedrale dominano i 67 metri dell’imponente Torre Campanaria, divisa in tre fasce sovrapposte, corrispondenti alle tre fasi di costruzione e a tre diversi registri stilistici. Sono da ritenere costruiti nella prima metà del XII secolo la parte basamentale e i primi due registri con le grandi bifore con ghiere e lunette bicrome. A una seconda fase, databile tra il XIII e il XIV secolo, fa invece riferimento la sua sopraelevazione con i tre ordini di loggette rivestite in marmo bianco-verde sul modello del romanico pisano-lucchese. La cella campanaria merlata (oggi punto di arrivo del percorso di visita) e la cuspide, sulla quale poggia il tempietto a quattro colonne con la campana dell’orologio, rappresentano la fase costruttiva finale, di datazione oscillante fra il XV e il XVI secolo. L’orologio della torre, risalente al 1548, è collocato sul lato nord, all’altezza del terzo piano. Già ricordato in un documento del 1374, fu di proprietà delle autorità civiche, alle quali spettava l’onere del suo funzionamento.

Cattedrale di San Zeno

L’esistenza di una Chiesa Cattedrale è probabile già dal V secolo, tuttavia la prima documentazione risale al 923, quando era intitolata a San Zeno, San Rufino e San Felice. Dopo il 1043 rimase solamente il titolo di San Zeno, in segno di gratitudine per aver salvato Pistoia da una terribile alluvione. La facciata della chiesa, con i suoi rivestimenti a fasce lineari bianco-verdi di chiara derivazione pisano-lucchese, è in stile romanico; fu però rimaneggiata durante il XIV e il XV secolo, con l’aggiunta del portico e dei tre ordini di logge.
Di particolare pregio il portale centrale, sormontato dalla lunetta con la Madonna col Bambino e dalla volta a cassettoni realizzati in terracotta invetriata da Andrea della Robbia nel 1505. L’interno della cattedrale si presenta a tre navate, con presbiterio rialzato e cripta sottostante. Fin dal 1144 le ultime due campate della navata destra ospitavano la Cappella di San Jacopo, eretta per volere del vescovo Atto, a seguito del nascente culto per l’apostolo Giacomo di Zebedeo, la cui reliquia giunse a Pistoia da Compostela intorno al 1140. La cappella fu distrutta nel 1785 e sulla parete destra è oggi collocato il Cenotafio del poeta stilnovista Cino da Pistoia. In testa alla navata destra si apre la Cappella di Sant’Atto, che custodisce l’urna con le spoglie del santo e il grande capolavoro seicentesco del celebre pittore calabrese Mattia Preti, raffigurante l’Incoronazione della Vergine con i Santi Baronto e Desiderio. Alla base della scalinata del presbiterio si trova l’accesso alla cripta, di impianto romanico ma con una veste attuale risalente alle modifiche del XVI-XVII secolo. Nella navata centrale è collocato il grande Crocifisso dipinto a tempera nel 1274 circa da Coppo di Marcovaldo con la collaborazione del figlio Salerno. La cappella in testa alla navata di sinistra è la cappella del SS. Sacramento, che conserva una pregevole Sacra Conversazione con i Santi Giovanni Battista e Donato vescovo, del 1486, la cui attribuzione ha oscillato per lungo tempo tra il Verrocchio e Lorenzo di Credi, ascrivendo oggi a quest’ultimo l’intera stesura pittorica. La mano del maestro fiorentino è però visibile nel Monumento funebre del Cardinale Niccolò Forteguerri, opera iniziata dal Verrocchio intorno al 1481-83 e completata alla sua morte dal Lorenzetto. Sulla controfacciata si trova il fonte battesimale, opera in marmo bianco realizzata nel 1497 da Andrea da Fiesole, splendido esempio della scultura fiorentina della fine del Quattrocento.

Il Battistero di San Giovanni in Corte

Di rimpetto alla cattedrale, l’elegante mole del Battistero di San Giovanni in Corte, considerato uno dei massimi monumenti del Gotico toscano; in questa struttura elementi di cultura classica e componenti di derivazione fiorentina, senese e pisana convivono in un disegno di equilibrata sintesi generale.
La denominazione “in Corte” si deve alla sua ubicazione in quella che è considerata la zona della curtis regia, il complesso di edifici che costituiva il centro politico e amministrativo longobardo. Il battistero fu rinnovato all’inizio del Trecento, probabilmente ingrandendo un edificio preesistente utilizzato a tale scopo e costruito sui resti di un’antica chiesa. A Cellino di Nese venne affidato il progetto decorativo generale e allo stesso è attribuito il pulpito esterno. All’interno si conserva il fonte battesimale quadrato firmato da Lanfranco da Como e datato 1226; costituito da dodici formelle di marmi policromi che decorano la vasca, rappresenta l’unica testimonianza superstite della primitiva chiesa.

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