Santa Rosa da Viterbo

 
Olio su tela
XVIII secolo
Ignoto
cm. 136 x 100

Nel quadro è rappresentato uno dei miracoli della Santa patrona viterbese, ovvero la conversione dell’eretica di Vitorchiano.

L’episodio avvenne durante il breve esilio di Rosa dovuto alle condizioni politiche dell’epoca.

Rosa è raffigurata mentre calpesta sul fuoco i libri ereticali, mentre alla sua destra un angelo mostra le Sacre Scritture. Il giglio, tenuto dall’angelo, è un simbolo di purezza riferibile alla Santa. Questo è solo uno dei tanti miracoli attributi in vita, in morte e post mortem alla Santa più venerata nella città di Viterbo.

Anche papa Alessandro IV affermò di averla vista in sogno e ne dispose il trasferimento del corpo dal luogo della prima sepoltura all’attuale chiesa di Santa Rosa.

Questa traslazione costituisce l’inizio morale dell’incredibile trasporto della Macchina di Santa Rosa che si ripete ogni anno il 3 settembre e che è stato riconosciuto patrimonio immateriale dell’UNESCO nel 2013.

Per maggiori informazioni su Rosa e la Macchina consigliamo la visita del Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa in via S. Pellegrino 60/62 (quartiere medievale).

BIBLIOGRAFIA

– F. Aliperti, B. Blanco, G. Serone, Santa Rosa. Storia, culto, tradizione, Edizioni Archeoares

APPROFONDIMENTO: il raduno dei Facchini e il giro delle Sette Chiese

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The Gathering of the Facchini and the Tour of the Seven Churches

On 3 September, the Facchini traditionally complete their approach march which will take them in the evening to the Macchina di Santa Rosa Transport company which will engage them from 9:00 pm.

It begins with the meeting at 1:00 pm in Piazza Verdi where all the Facchini are called and where the Sodality speaks to the city and receives the greetings of the authorities.

From there it proceeds along Via Marconi, with a rapid passage in front of the Monument dedicated to the Facchini by Alessio Paternesi and to honor the Caduti War Memorial.

– 1st Church: through Via della Sapienza the Facchini go up to Via Roma and then arrive at Piazza del Plebiscito where they enter the Church of Sant’Angelo in Spatha for an initial moment of prayer and recollection.

– 2nd Church: the Facchini, following Via San Lorenzo, arrive in Piazza San Lorenzo where they take the ritual photo on the steps of the Palazzo dei Papi. From there they head to Piazza della Morte where they enter the Church of Santa Giacinta Marescotti (previously Church of S. Bernardino); here they honor the body of the Saint kept in the convent of S. Bernardino and they receive each one from the nuns a leaf with a thorn placed in the center, plucked from a plant that, according to legend, flourished at the point where the blood of the self-inflicted flagellations of the Saint fell.

– 3rd Church: the tour continues towards the Church of Santa Maria Nuova to venerate the image of the SS. Savior.

– 4th Church: then the Facchini go to the Church of the trinity, inside which they sing the hymn “MIRA IL TUO POPOLO” in front of the image of the Madonna Liberatrice.

– 5th Church: since 1994 the tour also involves the Church of S. Francesco before continuing to the next Church.

– 6th Church: the Facchini go to the Church of S. Rosa where the body of the Patroness of Viterbo is kept, and where they stop in recollection after having paid homage to the Saint.

Then the Facchini reach the wood of the Capuchin Convent, while a delegation of them goes to the Cemetery of S. Lazzaro to honor the deceased citizens and facchini and the guests of the John XXIII gerontocomy too. During the retreat that precedes the parade towards the move, the Facchini are refreshed with a snack.

At about 8:00 pm they march through Via Mazzini to stop briefly in front of the Church of S. Maria in Poggio (where S. Rosa was buried) and then continue towards the Casa di Rosa and so take the route, opposite to that they will travel shortly thereafter, which will lead them to the Macchina.

– 7th Church: Finally, the Facchini make their last visit to the Church of San Sisto, where they find the Bishop and the priest of Viterbo waiting for them, for the ritual blessing “in articulo mortis”; after a “Evviva Santa Rosa!” the porters, reinforced by the journey of faith infused in their day, leave the Church of S. Sisto to renew another act of faith and strength to the Patroness Santa Rosa: the Carriage of the Macchina.

Il 3 settembre i Facchini compiono tradizionalmente una loro marcia di avvicinamento che li porterà in serata all’impresa del Trasporto della Macchina di Santa Rosa il quale li impegnerà a partire dalle 21. Si comincia con l’incontro alle ore 13 a Piazza Verdi dove tutti i Facchini vengono convocati e dove il Sodalizio parla alla città e riceve il saluto delle autorità. Da lì si procede per Via Marconi fino a un rapido passaggio davanti al Monumento ai Facchini ad opera di Alessio Paternesi.

  • 1ª Chiesa: Percorrendo Via della Sapienza i Facchini risalgono fino a Via Roma per arrivare quindi a Piazza del Plebiscito dove entrano nella Chiesa di Sant’Angelo in Spatha per un primo momento di preghiera e raccoglimento.
  • 2ª Chiesa: i Facchini seguendo Via San Lorenzo giungono a piazza San Lorenzo dove fanno la rituale foto sulla scalinata del Palazzo dei Papi. Da lì si dirigono a Piazza della Morte dove entrano nella Chiesa di Santa Giacinta Marescotti (ex Chiesa di S. Bernardino); qui rendono omaggio al corpo della Santa custodito nel convento di S. Bernardino e ricevono dalle suore ognuno una foglia con una spina posta al centro, colta da una pianta che la leggenda vuole sia fiorita nel punto in cui cadeva il sangue delle flagellazioni che si infliggeva la Santa.
  • 3ª Chiesa: il giro prosegue verso la Chiesa di Santa Maria Nuova per venerare l’immagine del SS. Salvatore. Da lì si torna verso Piazza del Plebiscito e si prosegue fino al Sacrario per rendere omaggio al Monumento ai Caduti.
  • 4ª Chiesa: quindi i Facchini si dirigono alla Chiesa Della Trinità all’interno della quale viene cantato dai facchini l’inno “MIRA IL TUO POPOLO” di fronte all’immagine della Madonna Liberatrice.
  • 5ª Chiesa: dal 1994 il giro coinvolge anche la Chiesa di S. Francesco prima di proseguire fino alla Chiesa successiva.
  • 6ª Chiesa: i Facchini si dirigono alla Chiesa di S. Rosa dove è custodito il corpo della Patrona di Viterbo, e dove sostano in raccoglimento dopo aver reso omaggio alla Santa.

Quindi i Facchini raggiungono il bosco del Convento dei Cappuccini, mentre una delegazione di loro si reca al Cimitero di S. Lazzaro per rendere omaggio ai cittadini ed ai facchini Defunti ed anche agli ospiti del gerontocomio Giovanni XXIII. Nel ritiro che precede la sfilata verso la mossa, i facchini vengono rifocillati con una merenda. Intorno alle 20:00 a passo di marcia si avviano attraverso Via Mazzini per sostare brevemente davanti alla Chiesa di S. Maria in Poggio (dove S. Rosa fu sepolta) per poi riprendere verso la Casa di Rosa e immettersi dunque sul percorso, opposto a quello che percorreranno di lì a poco, che li condurrà alla Macchina.

  • 7ª Chiesa: Infine i Facchini effettuano la loro ultima visita delle Chiese, quella di San Sisto dove troveranno ad attenderli il Vescovo di Viterbo ed il Parroco, per la rituale benedizione “in articulo mortis“; dopo un “Evviva Santa Rosa!” i portatori, forti del percorso di fede infuso nella loro giornata, escono dalla Chiesa di S. Sisto per rinnovare l’ennesimo atto di fede e di forza verso la Patrona Santa Rosa: il Trasporto della Macchina.

Testo redatto da Fabrizio Trapuzzano

APPROFONDIMENTO: tre miracoli di Santa Rosa

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Three miracles of Santa Rosa

The transformation of loaves into roses.

The delicate health of the Saint and her humble origins did not prevent her from providing all the help she could to the poor.

It was in this context that the miracle of the loaves and roses took place: Rosa saved a few pieces of bread from her daily food to give it to the poor, but one day her father Giovanni, worried about the health of his malnourished daughter, stopped her at the house door and asked her to show him what she had hidden in her apron: opened the flaps, instead of food, some fresh red roses appeared.

The Healed Jug.

Rosa, finding herself at the source of Santa Maria in Poggio to get some water, noticed that a little girl’s jug fell. The little girl, for fear of being rebuked, blamed Rosa for having shattered her jug. Regardless of the lie, Rosa picked up the shards of the jug and gave it back intact to the little girl.

This miracle, one of the most famous attributed to the young Patroness of the city, is depicted on the fountain in Piazza della Crocetta in front of the Church where the Saint was buried before finding “home” in the sanctuary, right next to her house.

The blind healed.

When Rosa was in Vitorchiano, a local girl named Delicata and blind from birth, was brought before her so that she might heal: the Saint touched the girl’s eyes with her fingers and made the sign of the cross saying to her: “Delicata, in the name of God, open your eyes.”

So it was that the little girl saw for the first time.

La trasformazione dei pani in rose.

La salute cagionevole della Santa e le sue umilissime origini non le impedivano di fornire tutto l’aiuto che le era possibile ai poveri.

Fu in questo solco che si pone il miracolo dei pani e delle rose: Rosa metteva da parte qualche pezzo di pane risparmiandolo dal suo cibo quotidiano per donarlo ai poveri, ma il padre Giovanni, preoccupato per la salute della figlia denutrita, fermandola sulla porta di casa le chiese un giorno e di mostrargli cosa avesse nascosto nel grembiule: aperti lembi al posto del cibo comparirono delle freschissime rose rosse.

La brocca risanata.

Rosa trovandosi presso la fonte di Santa Maria in Poggio per prendere dell’acqua notò che ad una bambina era caduta la sua brocca. La piccola, per paura di un rimprovero, incolpò Rosa di aver mandato in frantumi la sua brocca. Lei non curante della bugia raccolse i cocci della brocca e la ridiede intatta alla bambina.

Questo miracolo, uno dei più famosi attribuiti alla giovane Patrona della città, è raffigurato sulla fontana di piazza della Crocetta (in foto) davanti alla Chiesa dove la Santa era stata sepolta prima di trovare “casa” al santuario, proprio vicino alla sua casa.

fontana santa maria in poggio

foto di viterbo.artecitta.it

La cieca guarita.
Quando Rosa si trovava a Vitorchiano, una bambina del luogo di nome Delicata e cieca dalla nascita, le viene condotta dinanzi perché guarisse: la Santa tocca con le dita gli occhi della fanciulla e traccia il segno della croce dicendole: “Delicata, in nome di Dio, apri gli occhi”.

Fu allora che la bambina vide per la prima volta.

Testo redatto da Fabrizio Trapuzzano

Gli approfondimenti in questo articolo sono consultabili grazie al
“Progetto realizzato con il sostegno della Regione Lazio per Biblioteche, Musei e Archivi – Piano annuale 2022, L.R. 24/2019”

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