Sant’Antonio a Sutri: tra sfilate, prodotti locali e tradizione

Sant Antonio a Sutri

La festa di Sant’Antonio Abate, il protettore degli animali, è la più attesa dall’intera popolazione di Sutri, un caratteristico borgo della Tuscia. È un appuntamento irrinunciabile, un evento capace di unire preghiera e allegria, religione e divertimento. “Ce sta ‘na tradizione che empie d’allegria de Sant’Antonio la Cavalleria” recita la canzone, ma questa è una festa più viva che mai.

 

Sant Antonio a Sutri

foto di Laura Falcinelli

Sant’Antonio a Sutri: come si svolgono i festeggiamenti?

Tutto ruota intorno al giorno 17 gennaio, ma i festeggiamenti si muovono ben oltre. Il gong suona il 16 gennaio: si parte, alle ore 18.00, con la celebrazione della Santa Messa. All’imbrunire della vigilia poi, durante la solenne processione, la statua del Santo viene trasportata lungo i vicoli della città.

Il mattino seguente si entra nel cuore della festa. È la volta della tanto attesa sfilata a cavallo. Non c’è abitante che non scenderà in piazza per ammirare questo meraviglioso spettacolo. Le vie del paese si affollano: grandi e piccini, tutti insieme, animati da un unico entusiasmo, riempiono le piazze, indossando, perché no?, una coccarda o una bandana al collo. È usanza inoltre, portare con sé i propri “amici a 4 zampe” che riceveranno la benedizione degli animali.

 

Sant Antonio a Sutri

foto di Laura Falcinelli

 

Le cavallerie coinvolte per la festa di Sant’Antonio a Sutri sono due così come le società: l’Antica (o Vecchia), rappresentata dal colore amaranto, e la Nuova, il cui colore invece è il bianco. Ognuna ha il proprio stendardo e il proprio immancabile “festarolo”. I due “festaroli” vengono estratti casualmente l’anno precedente. Ogni anno infatti, si scrivono su alcuni bigliettini i nomi di quanti scelgono di “imbussolarsi”, ovvero di candidarsi per “prendere il Santo” e divenire il nuovo “festarolo”.

 

Al corteo devozionale partecipano ogni anno tantissime persone.

Il paese è in fermento e i cavalieri, urlando “Evviva Sant’Antonio!”, sfilano lungo le vie del paese per tre volte, toccando i punti nevralgici della cittadina, come la Chiesa di San Francesco, di San Silvestro e l’Antico Lavatoio. Dopo la benedizione, che avviene in Piazza del Comune, gli stendardi raffiguranti il Santo vengono collocati nelle case dei due nuovi “festaroli” che saranno alle prese con il cosiddetto “Ottavario”. Per 8 giorni le porte delle loro abitazioni rimangono aperte. Il vessillo, posizionato su un altare, si rende accessibile a chiunque voglia passare, a qualsiasi ora, per una visita, una preghiera o un saluto. Non mancheranno dolci, prodotti tipici e bevande di vario tipo.

 

Sant Antonio a Sutri

foto di Laura Falcinelli

 

È una festa strana, difficile da spiegare, e soprattutto da comprendere, per chi non l’ha mai vissuta. Basta osservare gli occhi colmi di entusiasmo dei festaroli per immaginare cosa ci sia dentro. Per i sutrini Sant’Antonio è una sensazione, un’emozione viscerale, è qualcosa che viene da dentro. Sono giornate intense, l’aria si trasforma, diviene magica: ogni cosa assume un colore diverso. Sant’Antonio è unione, condivisione e goliardia; è devozione, fede e rispetto. A Sant’Antonio i valori della tradizione si riaffermano con forza, e trionfa lo spirito di aggregazione in assenza di rancori. La festa è un grande puzzle: ogni persona è un piccolo tassello senza il quale il risultato non sarebbe lo stesso.

 

Sant’Antonio a Sutri: un’occasione per conoscere l’antichissima città

Sant’Antonio a Sutri è un sentimento. È il brivido che passa dietro la schiena quando mille e mille voci, tutte insieme, formano un coro che rimbomba, ti coinvolge, e canta “se vai lontano, non lo senti più”. Se vi recate a Sutri, uno tra i borghi più belli di Italia, per partecipare a questi festeggiamenti, non perdevi l’occasione di visitare i tanti siti di interesse. Una menzione obbligatoria spetta al 🔗 Parco Regionale Naturale, con l’Anfiteatro e il Mitreo, al 🔗 Museo di Palazzo Doebbing e all’Antiquarium Comunale.

 

 

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