Le necropoli etrusche di Grotte di Castro

C’è un punto, sulle alture che dominano il Lago di Bolsena, dove il vento sembra cambiare tono. Fra la luce filtrata dai rami e l’odore della terra umida, si stagliano varchi nella roccia: sono le necropoli etrusche di Grotte di Castro.

Centocamere: il labirinto nella collina

Il nome di Centocamere evoca un mistero, e la realtà non lo contraddice.
Qui, infatti, sul versante occidentale della Civita, si estende un dedalo di oltre cinquanta tombe scavate nel tufo, collegate da cunicoli e fori aperti dai tombaroli di secoli passati.


La più imponente, la tomba CC4, si sviluppa per sedici metri e comprende cinque camere coassiali, tre laterali, diciannove inumazioni. Il tutto preceduto da un sentiero antico, lo stesso che un tempo accolse le processioni funebri. Perfino i gradini incisi nel tufo, ancora visibili davanti alla tomba CC7, sembrano voler trattenere il passo di chi, più di duemila anni fa, portava un ultimo saluto ai propri cari.


Eppure, il tempo ha mutato i destini di queste camere funerarie. Nel Medioevo alcune furono riadattate come colombai, silenziose torri interne per l’allevamento di volatili. È un segno di continuità nell’uso degli spazi: dalla città dei morti alla città dei vivi.

Pianezze: l’eleganza della pietra

A tre chilometri a sud del borgo, un altro volto di Grotte di Castro prende forma: la necropoli di Pianezze.
In uso dal VII al V secolo a.C., presenta tombe monumentali che riflettono un’architettura codificata e precisa: un dromos scoperto che conduce a un atrio, e da lì a più camere di deposizione. Un disegno costante che gli Etruschi adattavano alle esigenze della committenza o alle caratteristiche del banco tufaceo.
Ventiquattro tombe sono state identificate finora a Pianezze, e tra esse la celebre Tomba rossa spicca per fascino e imponenza. L’impressione è proprio quella di entrare in una casa pensata per l’eternità, con corridoi, stanze e soglie scolpite per accompagnare il defunto verso un’altra vita.

Un itinerario tra archeologia e paesaggio

A Centocamere il percorso è un’avventura tra sentieri boscosi e pareti di tufo lavorate a scalpello. A Pianezze si percepisce la monumentalità di un’architettura funebre raffinata, testimonianza di una civiltà che concepiva la morte come un passaggio e non come una fine.


Visitare le necropoli di Grotte di Castro significa osservare manufatti antichi; è un’esperienza in cui natura e archeologia dialogano senza interruzioni.

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