Il ciclo di affreschi della Cappella Palatina del Palazzo dei Priori raffigura gli aspetti salienti della vita della Vergine Maria e venne dipinto nel 1610 da Filippo Caparozzi e Marzio Ganassini.
A completare il ciclo vi è la pala d’altare realizzata nel 1621 da Bartolomeo Cavarozzi.
Il racconto di questi episodi è riportato nei Vangeli sinottici e nei libri apocrifi, principalmente nel Protovangelo di Giacomo. Composto verso la metà del II secolo, questo è un testo nel quale testimoni posteri, giudei ed eretici, hanno mescolato tradizioni orali con il racconto canonico dei Vangeli.
Natività
Protovangelo di Giacomo, 4-5
Il primo riquadro sul lato destro rappresenta la nascita della Vergine.
La scena si suddivide in tre momenti. Nel primo, sullo sfondo a sinistra, vediamo Anna la madre di Maria, su di un letto a baldacchino dopo aver partorito. Accanto a lei un uomo le porge una ciotola con dell’acqua; dietro altri due personaggi (levatrici?).
In secondo piano troviamo un uomo pensante al centro, e, sul lato destro, due donne nell’atto di asciugare dei teli su un focolare: probabilmente una delle due donne è Anna, e i teli serviranno per asciugare la piccola Maria che si nota in primo piano.
In primo piano, al centro del riquadro, Maria è tenuta tra le braccia di sua madre e di un’altra donna, intente ad immergerla nella vasca per il bagno.
Il racconto è approfondito nel libro apocrifo del Protovangelo di Giacomo, conosciuto come della Natività di Maria. L’apocrifo crea per la Vergine un’atmosfera di santità che dà l’idea che mai il peccato la sfiorerà. Comunica che Maria nacque a Nazaret dai suoi genitori Anna e Gioacchino, da tradizione nel settembre del 734 dalla fondazione di Roma, cioè il 19 a. C.. Nel Vangelo apocrifo, a differenza dei Vangeli sinottici di Matteo (1,1-16) e Luca (3,23-38), si legge che la Vergine nacque dalla radice reale della famiglia di Davide¹.
Presentazione al tempio
Protovangelo di Giacomo 7-8
Il secondo riquadro sul lato destro rappresenta il momento della presentazione al tempio di Maria. Si notano vari personaggi all’interno del tempio dall’architettura classicheggiante.
Al centro, la scena rappresenta Maria con la madre, Anna, mentre sale i gradoni del tempio per raggiungere il sacerdote Zaccaria.
La scena fa riferimento al Protovangelo di Giacomo, quando in esso è raccontato il voto che Anna e Gioacchino fecero a Dio. Non riuscendo ad avere figli, i due promisero a Dio che se egli avesse fatto loro dono di un erede, lo avrebbero consacrato a lui. Nata Maria, la coppia rispettò la promessa e consacrò la figlia a Dio.
Il racconto narra che la presentazione al tempio avvenne alla presenza di tutta la casa d’Israele. Maria, inoltre, abitò nel tempio fino al compimento dei dodici anni sotto la tutela del sommo sacerdote Zaccaria, e, come raccontato da Giacomo, venne nutrita per mano di un angelo.
Sposalizio
Matteo 1,18-23 / Luca 1,27-38; 2,5 / Protovangelo di Giacomo 8-9
Il primo riquadro a sinistra raffigura la scena dello sposalizio tra Maria e Giuseppe. Al centro, sui tre gradoni del Tempio, viene raffigurato un sacerdote nell’atto di sposarli.
Il Protovangelo di Giacomo localizza la celebrazione all’interno del Tempio di Gerusalemme, qui rappresentato con un’architettura dallo stile neoclassico.
I dettagli maggiori sulla celebrazione del matrimonio tra Maria e Giuseppe, sono contenuti all’interno del Protovangelo di Giacomo, mentre nei Vangeli di Matteo e Luca viene solamente accennato il matrimonio come un dato di fatto e non si allude mai alla celebrazione in sé.
Dal testo apocrifo si evince che al sacerdote Zaccaria comparve un angelo del Signore che lo invitava a radunare i vedovi per trovare tra loro un marito adatto per Maria ormai dodicenne. Radunati tutti, a ognuno di loro Zaccaria donò un bastone. Nel momento in cui lo donò a Giuseppe, dal bastone uscì una colomba: fu lui il prescelto.
Incoronazione
Nell’ultima scena a sinistra è rappresentata l’incoronazione della Vergine Maria. Al centro si nota Maria assunta, assieme a Gesù alla sua destra e a Dio Padre alla sua sinistra.
Il colore preponderante è l’oro, simbolo della sua piena gloria nel reame celeste, mentre la colomba bianca dello Spirito Santo scende su di lei.
Lei porta le mani al petto, un felice gesto di accettazione della sua attuale situazione, mentre Gesù e Dio la incoronano. Il suo volto appare pacifico mentre davanti a Dio riceve la gloria. Tutt’attorno, gli angeli suonano trombe, liuti e corni, intonando un canto.
I Vangeli e gli Atti, però, non parlano dell’assunzione in cielo di Maria, della sua morte e della sua risurrezione. Nel Transitus Mariae, il testo apocrifo redatto nel V secolo, è scritto che venne deposto in Getsemani. Fu papa Pio XII che nel 1950 nella Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus ad affermare che la Vergine, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo.
L’Incoronazione della Vergine è un tema tipico dell’arte cristiana, molto diffuso soprattutto in Italia tra il XIII e il XV secolo, ma presente anche nei secoli successivi, fino al XVIII e oltre. Dal punto di vista iconografico, la scena raffigura Cristo che pone una corona sul capo di Maria, riconoscendola come Regina del Cielo; talvolta, come in questo caso, compaiono anche Dio Padre e lo Spirito Santo, rappresentato come una colomba. Nelle versioni più antiche, l’episodio è ambientato in un Paradiso concepito come una corte terrena, animata da santi e angeli. Nelle raffigurazioni più tarde, invece, il Paradiso assume l’aspetto del cielo, con i santi disposti tra le nuvole.
Visitazione
Luca 1,39-45
Nel 1621 Bartolomeo Cavarozzi dipinse la pala d’altare raffigurante il momento della Visitazione, che si inserisce così nel ciclo pittorico dedicato a Maria. L’opera venne consacrata il 30 maggio dell’anno successivo dal cardinale Muti, vescovo di Viterbo.
Rappresentato nell’opera è il momento dell’incontro di Maria, incinta di Gesù, con Elisabetta, incinta di San Giovanni Battista. Le due sono parenti, e la tradizione le vuole cugine, ma il Vangelo di Luca non indica il grado di consanguineità. Comunque, il Vangelo fa trasparire che fossero unite da profonda tenerezza, nonostante la lontananza e la differenza d’età.
In primo piano, a sinistra, si nota Maria, visibilmente più giovane di sua cugina Elisabetta sulla destra, nell’atto di scambiarsi un saluto. A destra è rappresentato Zaccaria, marito di Elisabetta, e a sinistra Giuseppe insieme a un altro personaggio che guarda verso lo spettatore. La scena è ambientata all’interno di una stanza poco illuminata, ma la resa della luce dà risalto alle figure, che vengono illuminate dal basso. Cavarozzi era infatti un seguace di Caravaggio, massimo esponente dell’uso sapiente della luce.
Dal racconto del Protovangelo di Giacomo si evince che Maria, entrò nella casa di Zaccaria e salutò Elisabetta con lo shalom, un saluto di pace e uno scambio di baci in uso tra parenti. Appena udito il saluto, Giovanni, nella pancia di Elisabetta, si mosse, confermando loro il miracolo annunciato dall’angelo a Zaccaria, cioè che il figlio che Maria portava in grembo sarebbe stato il Messia.
Giovanni riconobbe quindi Gesù e di conseguenza Maria poté finalmente dare con serenità la notizia del concepimento a Elisabetta. Maria non dovette più contenere la gioia e recitò la preghiera, riportata dall’evangelista Luca (1, 46-55), che viene chiamata Magnificat.
NOTE
¹ Il Re Davide fu Re d’Israele dall’anno 1000 al 961 a. C. circa. Il Vangelo di Matteo conferma che Gesù fece parte della linea di discendenza di Davide e della sua famiglia, come suo padre Giuseppe.
BIBLIOGRAFIA
- La vita di Maria Madre di Dio, Maurice Vloberg, Edizioni S.A.I.E., Torino, settembre 1957, corso regina Margherita 1, traduzione dal francese di Leonardo Zardi La vie de Marie mère de Dieu, librarie Bloud et Gay
- Lectio divina su il Valgelo di Luca vol. 1, Lezioni tenute da Don I. Gargano a Camaldoli, dal 3 all’8 luglio 1989, Centro Editoriale Dehoniano, Via Nosadella, 6, 40123 Bologna, stampa Grafiche Dehoniane, Bologna 1991
- Lectio divina su il Vangelo di Luca Vol. 2, EDB edizioni Dehoniane Bologna, dal 2 al 7 luglio 1990, Innocenzo Gargano, 1991, Centro Editoriale Dehoniano
- Il Vangelo di Luca, Gian Franco Ravasi, ciclo di conferenze tenute al centro culturale San fedele di Milano, 1988, Centro Editoriale Dehoniano
- Figure femminili nella Sacra Scrittura, Enrica Bedini, Maria Carla Barbari, Antonia Federzoni, Giuliana Melandri, 1994, Centro Editoriale Dehoniano, Bologna 1994
