Alessio Paternesi, originario di Civita Castellana, in provincia di Viterbo, è figlio della “terra etrusca”. Egli è stato un artista poliedrico che ha saputo conquistare un pubblico più che ampio. Nel corso della sua lunga attività, ha creato numerose opere dal grandissimo valore e di fama internazionale.
L’arte scultorea
Alessio Paternesi, scultore di successo, ha realizzato innumerevoli monumenti pubblici di estrema suggestione. Tra le sue opere, tutte degne di nota, si distingue l’Omaggio a Piero, dedicata a Piero della Francesca in occasione dei cinquecento anni dalla nascita. Merita una menzione anche il Risveglio d’Europa, che esporrà nel Parlamento Europeo di Strasburgo. E ancora, brilla, per la città di Viterbo, il monumento ai Facchina di Santa Rosa. Alla lista si somma La lupa capitolina in bronzo a grandezza naturale, collocata a Friburgo, e inaugurata per l’apertura di una via dedicata alla Città Eterna. Spicca poi, il bassorilievo in ricordo della Liberazione di Roma. Per realizzare quest’opera, l’unica di un artista contemporaneo allestita a piazza Venezia, proprio di fronte all’Altare della Patria, egli s’ispirò ad una delle scene finali del film “Roma città aperta” di Roberto Rossellini. È di altrettanta bellezza il monumento in bronzo e pietra, del comune di Bagnoregio, dedicata a Bonaventura Tecchi.
I cicli pittorici
L’artista è la firma e il cuore di una serie consistente di cicli pittorici. I giardini Incantati, in primis, sono l’emblema di una nobile sensibilità green. “Volevo realizzare una serie di quadri a sfondo ecologico –dichiarò Alessio Paternesi– ma anziché fare una denuncia sugli attentati all’ambiente, ho usato l’esaltazione della bellezza. Ho preferito raffigurare una sorta di Eden parallelo della cui esistenza non ci accorgiamo. Ho tentato di spiegare cosa perdiamo devastando la natura e l’ambiente”. Da nominare poi, Dietro le quinte, dedicato al mondo della moda. Egli lo racconta dall’interno, da dietro le quinte appunto, mostrando quegli attimi convulsi che precedono l’uscita delle modelle sulla passerella. Lo sfondo rosso pompeiano che domina la serie, conferisce alle opere un gusto arcaico: l’artista infatti, intende ricordarci come la moda, la bellezza e l’eleganza abbiano un’origine antichissima. Ultimo, ma non per importanza, si fa notare Indovina la Commedia, il ciclo pittorico ispirato alla Divina Commedia. Egli non dipinge, ma affresca, con una tecnica tutta personale, dei grandi fogli di carta. In maniera totalmente originale poi, sceglie di non soffermarsi sui vari episodi descritti da Dante, ma di cogliere l’attimo che li precede o che li segue.
Alessio Paternesi, con le sue spiccate abilità, ha portato la bellezza in Italia e nel mondo. Ci lascia, “in eredità”, una serie consistente di meraviglie tutte da ammirare. È il simbolo della Tuscia, l’icona della città di Viterbo, la stessa che lo ha omaggiato, in occasione del suo settantesimo compleanno, con una mostra antologica nella splendida cornice di Palazzo dei Papi.
La mostra antologica al Palazzo Doebbing di Sutri
Oltre cento opere tra dipinti e sculture per una grande mostra celebrativa su Alessio Paternesi, tra i più celebrati artisti del panorama dell’arte italiana e orgoglio della Tuscia viterbese, a un anno dalla sua scomparsa.
Il museo del Palazzo Doebbing torna a occupare uno spazio importante nel panorama dell’arte con questa Antologica dedicata al maestro di Civita Castellana, amico di Sebastian Matta: “Alessio Paternesi: di terra, di luce, di aria. Antologica”, dal 9 marzo al 3 novembre.
