ACCADDE OGGI: La prima pubblicazione di O.K. nel 1839

Accadde oggi, l’appuntamento giornaliero che vi farà compagnia fino almeno al 3 aprile. In questi tempi difficili abbiamo deciso di fissare questo appuntamento con l’intento di ricordare alcuni fatti importanti accaduti negli anni passati e con l’occasione suggerire uno o più volumi per approfondire l’argomento.

#iorestoacasa aspira a diventare #ioleggoacasa grazie a diverse iniziative in corso. La nostra si vuole porre all’interno di questo flusso.

ACCADDE OGGI: La prima pubblicazione di O.K. nel 1839

Il 23 marzo di quell’anno il Morning Post di Boston pubblicò per la prima volta l’O.K. con il significato di Oll Korrect, una forma particolare e popolare per la locuzione “all correct”, cioè tutto giusto.

È uno dei modi di dire più diffusi al mondo, usato comunemente in tutte le lingue. Indica come sappiamo un assenso, una risposta affermativa. Nonostante sia parte del nostro linguaggio quotidiano, le ipotesi sulla vera origine del termine sono molteplici. 

LE IPOTESI ALTERNATIVE

C’è chi pensa che OK sia una deviazione della dicitura militare zero killed, abbreviata appunto in 0K (zero-kappa), poiché nella lingua inglese lo zero è spesso sostituito con la vocale O nell’uso parlato. Questa dicitura sembrerebbe risalire agli inizi della Guerra di Secessione americana (1861-1865), quando venivano stilati i bollettini di guerra e si usava la sigla 0K per indicare che in quel giorno non vi erano state vittime. 

Un’altra ipotesi vorrebbe che, nel 1840, in occasione delle elezioni presidenziali di New York, venne fondato il circolo O.K. Club a sostegno del presidente uscente, Martin Van Buren. Il nome alludeva al suo nomignolo, Old Kinderhook, dal nome della sua città natale, Kinderhook. Durante le riunioni, i partecipanti usavano l’espressione ‘ok‘ per dire che, in caso di vittoria di Martin, tutto sarebbe andato per il meglio.

Nei Paesi dell’ex Unione Sovietica, si pensa invece che l’origine di tale locuzione derivi da “ochen’ khorosho”(molto buono), il grido che gli scaricatori del porto di Odessa rivolgevano alle navi per dire che il carico era stato sistemato. 

Addirittura alcune ipotesi farebbero risalire la parola “ok” al greco, cioè “ola kalà”(tutto bene) o al latino, cioè “hoc est” (è così). O forse si potrebbe pensare all’antico provenzale dove il termine “oc” significa “sì”.

In Italia la locuzione sopraddetta si è diffusa a partire dal 1943, cioè da quando le truppe americane sbarcarono in Sicilia per iniziare la campagna militare che avrebbe portato alla liberazione del Paese.

L’origine del perché si dica ‘ok’, come abbiamo visto, è molto interessante, proprio per le diverse teorie che esistono. Di certo, però, quell’attestazione scritta su un quotidiano americano rimane una delle prove più evidenti a riguardo.

LIBRO CONSIGLIATO

La gestualità in Italia, in Beccaria 2009, pp. 589-648

Elena Cangiano

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