I nobili d’Aquino nel feudo di Castiglione Marittimo

15,00

Fra le più importanti del meridione d’Italia, la famiglia d’Aquino, di un ramo collaterale a quella di San Tommaso, ha governato il suo feudo di Castiglione Marittimo in Calabria, per diversi secoli.

Nella rapida rassegna cronologica dei baroni che si sono susseguiti, nel testo appare sullo sfondo una panoramica di eventi storici che hanno legato la Calabria alla macrostoria nazionale, facendo assurgere il territorio ad una importanza tale da lasciare l’impronta nei secoli.

Svuota

Descrizione

La famiglia d’ Aquino che ha governato il feudo di Castiglione Marittimo in Calabria, deriva da un ramo collaterale a quella di San Tommaso. E’ stata una delle famiglie più importanti del meridione d’Italia,

La rassegna cronologica dei baroni evidenzia i collegamenti tra gli eventi storici che hanno legato la Calabria alla storia nazionale.

Il feudo è inserito in una splendida terra baciata dal sole e lambita da un mare limpido e pescoso. Ricco di sostanze produttive quali la cannamela e la manna, era abitato da animali altrettanto rari come ibici o orige. Le acque cristalline e fresche dei fiumi irroravano i frutteti rigogliosi e profumati; quelle sotterranee calde e sulfuree offrivano il loro ristoro ai nobili signori ed ai sovrani.

I BARONI

I baroni di Castiglione Marittimo più approfonditi sono:

  • Adinolfo, di cui si poté leggere una dedica sul maniero dello stesso borgo di Castiglione fino alla metà del 1800;
  • Angelo, quarto barone;
  • Jacopello, sesto barone, amico di caccia di Enrico d’Aragona, fratello del re Alfonso II.

Le loro descrizioni si susseguono contrassegnati dalle loro peculiarità per ricostruire una biografia il più possibile precisa e valida. Tutti sono inseriti in genealogie ricostruite con puntualità.

Castiglione nel tempo è rimasto sempre il punto di riferimento della famiglia. Benché una volta ottenuto il titolo di principi si trasferirono nella vicina Nicastro e anche quando passarono a Napoli, continuarono comunque a considerare questa loro terra come il granaio da cui attingere risorse per la loro vita lussuosa.

Il nome di Cesare d’ Aquino, secondo principe, rimane legato alla sua morte avvenuta nel tragico terremoto del 1638. Anche la moglie, principessa Laura d’ Aquino, scampata per miracolo al sisma, ha lasciato di sé una vasta eco per i benefici apportati all’intero dominio. Il feudo nel frattempo si era ingrandito con nuove terre grazie alla politica matrimoniale esercitata.

L’autrice tesse intorno a questi nomi tutta una serie di collegamenti anche con i territori circostanti, come l’immensa Abbazia di Soriano, con vivacità e scorrevolezza.

Della stessa autrice per Edizioni Archeoares: I Cesi e La Famiglia Farnese.

Informazioni aggiuntive

Type

Rilegato